Intervista a Maurizio Scalise: “è un’esperienza che completa la formazione e aggiunge qualcosa ad ognuno di noi”

Manca meno di una settimana alla prima lezione del Corso base per Allenatori di Calcio a 5 AMF!

Continuano le nostre interviste agli allenatori che hanno seguito i Corsi per Allenatori FIFS: oggi vi proponiamo l’intervista a Maurizio Scalise, che dopo una carriera da giocatore ha deciso di diventare coach nella sua regione, la Puglia, dove questa disciplina era poco conosciuta.

 

 

Lei seguendo il corso FIFS è diventato allenatore, che cosa ha significato questo per lei?

Ha significato un cambiamento, onestamente, perché io venivo da un’esperienza solo di giocatore, quindi non avevo mai fatto l’allenatore… Quindi diciamo che questo primo step da allenatore ha significato veramente un passaggio da una categoria a un’altra nello stesso settore. Però ha rappresentato tanto perché ho ricevuto anche la delega regionale, perché in Puglia non c’era questa disciplina, e adesso sta iniziando a crescere purtroppo compatibilmente con le varie vicissitudini epidemiologiche che si stanno susseguendo: stiamo crescendo con abbastanza difficoltà perché già non esisteva completamente al sud, e così diventa ancora più difficile perché la curva epidemiologica non ci sta dando una mano, questa è la verità…

 

Capisco e secondo lei una formazione da allenatore sportivo può tornare utile anche nella vita quotidiana?

Secondo me sì perché l’allenatore in sé ha quelle caratteristiche particolari soprattutto da leader della squadra a organizzatore, a gestore, quindi ha molte caratteristiche che poi nella vita quotidiana tornano assolutamente utili in qualsiasi ambito, sia a casa in famiglia con i figli sia al lavoro, quindi è un’esperienza che completa la formazione e aggiunge qualcosa ad ognuno di noi, ad ogni partecipante.

 

Secondo lei quali sono le difficoltà e le soddisfazioni di allenare nel settore giovanile?

Beh le difficoltà sono parecchie, comunque nel settore giovanile è più difficile anche perché hai a che fare con giovani, quindi devi valutare sia l’aspetto tecnico tattico ma anche devi curare l’aspetto psicologico, motivazionale, e quindi è chiaramente più cangiante rispetto ad un professionista o a una persona più esperta.

E invece le soddisfazioni?

Le soddisfazioni arrivano nel momento in cui non solo raggiungi un trofeo o qualcosa del genere, quella è una soddisfazione più semplice da comprendere, ma la soddisfazione arriva anche quando nel ragazzo vedi una crescita, la realizzazione di quella crescita, di quell’obiettivo, rappresenta veramente un cambiamento, una soddisfazione gigantesca per l’allenatore e per tutto lo staff chiaramente.

 

Un’ultima domanda, visto il periodo, cosa ne pensa delle nuove misure anti-covid approvate dal governo?

Beh le misure… per quanto stanno tentando anche grazie al Ministro dello Sport di mantenere in vita l’ambito sportivo, soprattutto quello calcistico fatto all’aperto e non quello fatto nelle parti chiuse, che chiaramente stato sospeso… Io penso che lo sport sia un elemento essenziale della vita di ognuno di noi, sia nei ragazzini in crescita che nelle persone più adulte, perché secondo me sport, lavoro e studio devono andare tutti di pari passo: ci deve essere sia l’uno che l’altro nella vita. Queste regole restrittive chiaramente stanno determinando diversi problemi sia agli allenatori, sia ai collaboratori, sia ai gestori dei campi sportivi, a tutti. Però è chiaro che siamo chiamati tutti ad un sacrificio particolare perché questa curva si abbassi e ci restituisca una vita normale, perché chiaramente da marzo non stiamo più vivendo una vita normale, ormai siamo in una vita completamente diversa da quella che era prima. Già a gennaio-febbraio la situazione era differente, a marzo è cambiata totalmente. Questo cambio è stato molto pesante per tutti quanti noi, e lo sport secondo me non si dovrebbe mai fermare. È chiaro, con tutti i rispetti della normativa, delle disposizioni anti-covid, rispetto totale dei protocolli, però non si dovrebbe mai fermare, almeno la parte atletica e di attività motoria, nei ragazzi soprattutto, soprattutto nei più piccoli fino a un’età adolescenziale dovrebbe rimanere. Però capisco che è difficile far quadrare tutto in una situazione del genere in cui nessuno di noi si è mai trovato e nessuno si è mai sognato di trovarsi.

 

Bene, la ringrazio per la sua disponibilità!

Grazie a te!

Intervista condotta da Laura Banalotti

 

 

 

Si ricorda che le iscrizioni al Corso Allenatori 1°Livello CONI Calcio da Sala sono prorogate fino alla mattina di Venerdì 13 Novembre p.v..

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