Intervista a Luigi Pignata, allenatore dell’Ispra C5: “la prima cosa che interessa all’allenatore comunque è poter creare un gruppo che sia coeso”

Essere un allenatore significa portare la squadra alla vittoria, ma non solo: essere allenatore è molto di più!

Ecco l’intervista a Luigi Pignata, coach della squadra varesina Ispra C5 che domenica 11 ottobre 2020 ha disputato la Supercoppa Italiana contro la Ticinia Novara. In quella serata Pignata ha anche ricevuto il Riconoscimento per il Fair Play dimostrato durante la stagione. La sua è una testimonianza importante, vista la ventennale esperienza nel mondo del calcio, di come “allenare” non significhi semplicemente “fare vincere”.

 

 

Durante la Supercoppa di domenica 11 ottobre contro la Ticinia Novara l’Ispra C5 ha dato il massimo, come giudica l’esperienza della partita?

Diciamo che per noi era…non dovevamo giocare noi quindi l’abbiamo giocata sapendo che la categoria dove noi giochiamo, a cospetto di quella che fanno i ragazzi della Ticinia è molto diversa insomma. Però io ho voluto partecipare lo stesso: ho detto ai miei ragazzi «andiamo a giocare a prescindere dal risultato», infatti noi abbiamo giocato per quello che sono le nostre capacità e potenzialità. È normale che non avevamo tutto l’organico completo, perché ho potuto trovare solo 8 giocatori disponibili e quindi… questo è stato. Siamo venuti a giocarla tranquillamente senza problemi, abbiamo apprezzato il fatto di poter fare una finale e quindi per me è andato bene lo stesso a prescindere dal risultato che è stato veramente (ride), ecco un po’ così insomma… non è stato bellissimo. Però i ragazzi son stati contenti di averla fatta perché comunque si son confrontati con ragazzi di alta esperienza e di alto livello, tutto qua.

 

Bene. Durante quella serata ha anche ricevuto un riconoscimento per il Fair Play, cosa ha provato?

Mah, come sempre fa piacere, nel senso… non me l’aspettavo nemmeno! Però fa piacere perché comunque è bello essere riconosciuti in quel senso. Logicamente anche a noi piace vincere, quando si vince è sempre più bello, però il fatto che ci hanno riconosciuto…un fair play a noi è perché comunque ci siamo sempre comportati bene, vuol dire che i ragazzi in generale non hanno mai manifestato niente di negativo quindi è bello che l’abbiamo vinto. Alla fine son contento di queste cose qui, quando andiamo in campo la prima cosa che dico ai ragazzi è di non andare oltre la prestazione agonistica, quindi quello che viene viene, si vince e si perde, a me interessa più che altro il comportamento che sia sempre adeguato al momento.

 

Volevo chiederle, visto che la FIFS dal 16 novembre organizza un Corso Online per Allenatori, che cosa significa per lei fare l’allenatore?

Eh… ci sono tanti aspetti, tante cose comunque da poter dire sul fare l’allenatore… Logicamente in primis io vedo l’esperienza che può avere un allenatore, premetto che sono quasi 20 anni che tra giocare e allenare un po’ di esperienza me la sono fatta, la prima cosa che interessa all’allenatore comunque è poter creare un gruppo che sia coeso a prescindere dalla categoria, quindi quello che si chiede ai ragazzi è sempre un comportamento educato e tutto il resto, e poi il massimo di quello che possono esprimere i ragazzi. È certo che noi come allenatori dobbiamo cercare di estrapolare il meglio di loro, quindi il corso che si farà online, adesso vedrò se riesco a combinare per poterlo fare anch’io perché è una cosa in più anche questa, e spero di faro perché è importante, ci sono allenatori che hanno avuto esperienze importanti ed è bello poterlo fare, lo consiglio a tutti insomma, logicamente bisogna avere il tempo per poterlo seguire, tutto qua…

 

Grazie! Questa è una cosa che sicuramente ci fa molto piacere!! Ultima domanda, molto velocemente, come affronterà l’Ispra C5 l’emergenza covid?

Allora noi abbiamo giocato, abbiamo seguito tutte le procedure ci siamo adeguati, logicamente adesso c’è tutto il fermo e quindi purtroppo dobbiamo stare ahimè fermi. Stiamo facendo qualcosa così, a livello video, ma niente di che, e purtroppo ci dobbiamo adeguare e aspettare l’ok per poterci di nuovo allenare… Però la vedo molto molto triste, nel senso che durerà molto tempo, quindi purtroppo ci dobbiamo arrendere un po’. Il brutto di questo periodo è proprio questo, che i ragazzi si sentono un po’ “confusi” e comunque anche noi non possiamo dargli un granché, perché comunque dipende tutto dall’alto, dallo stato e via dicendo. Sono contento che comunque in precedenza a luglio col primo lockdown la FIFS s’è mossa per tempo e prima di tutti per poter farci giocare, per poterci fare muovere i primi passi dopo 40, 60 giorni di fermo assoluto e difatti ho ringraziato Axel Paderni e Chinelli perché comunque si sono mossi… Inizialmente abbiamo giocato in Svizzera, per poi spostarci a Lainate piuttosto che a Novarello per poter fare le altre manifestazioni sportive che organizzavano. Io sono rimasto contento perché con tutti gli accorgimenti che bisognava avere lo hanno fatto bene, nel senso con rispetto di tutto quello che c’era da rispettare. Speriamo al più presto di poter veramente di nuovo esercitare questo sport perché ci dà forza insomma, dà forza ai ragazzi, dà forza a noi che lo insegniamo, quindi questo è importante per la vita e per andare avanti.

 

Bene, la ringrazio davvero tanto anche dei complimenti! Grazie della disponibilità e buona serata!

Ok grazie, arrivederci!

 

Intervista condotta da Laura Banalotti

 

 

 

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