Intervista a Mirko Scaglione: “è stupendo poter allenare dei ragazzi che come me sono sordi, mi dà grandi soddisfazioni”

Amici appassionati di calcio a 5 AMF bentornati con le nostre interviste relative all’ormai prossimo corso allenatori ( Leggi di più a questo link ). Questa volta vi portiamo una bellissima intervista a Mirko Scaglione, un ragazzo che soffre di sordità e che ha recentemente partecipato a uno dei nostri corsi. Mirko è un allenatore e la cosa che più lo fa emozionare e che fa emozionare anche noi è che la squadra da lui allenata è composta da ragazzi con il suo stesso problema. È sempre bello vedere come lo sport, in qualsiasi campo, si faccia veicolo di messaggi stupendamente positivi come quello che ci trasmettono mister Scaglione ed i suoi ragazzi.

 

Buon pomeriggio signor Scaglione

Ciao, puoi darmi del tu se vuoi

Certo, anzi è un piacere. Allora Mirko, tu quando hai fatto il corso allenatori? Come hai vissuto questa esperienza?

Premetto subito che per me si è trattato di una prima volta. Ho fatto il corso allenatori tra maggio e giugno di quest’anno. Era appunto la prima volta che partecipavo ad un corso di questo tipo e devo dire che è stata un’esperienza bellissima e molto utile. Questi incontri mi hanno permesso di imparare vari nuovi metodi di allenamento. Ho trovato estremamente utile soprattutto le lezioni inerenti alla psicologia ed al rapporto tra allenatore e giocatori.

Consiglieresti ad altri di partecipare a questo corso?

Sicuramente, si. Io consiglierei ai miei amici, anzi a tutte le persone che orbitano all’interno dell’ambiente futsal, di prendere parte a questo corso. Alcuni miei amici mi hanno chiesto già qualche volta delle informazioni sul corso. Io li ho informati, ho fornito loro una descrizione dettagliata dell’esperienza che ho fatto e mi sono sembrati molto interessati.

Allora li aspettiamo! Ma ora raccontami un po’ di te: tu in che ambiente alleni? Che soddisfazioni ti sta dando allenare?

Io alleno una squadra che si chiama ASD Deafspqr, che gioca nella regione Lazio. La squadra è composta interamente da atleti sordi o sordastri, proprio come me. Il mio vice è Antonio Senese, che ha conseguito il patentino da allenatore insieme a me. L’anno scorso, prima dello stop, eravamo secondi in classifica. Nonostante poi purtroppo il campionato non si sia concluso, quel secondo posto è stato un traguardo molto bello per me e per tutta la squadra. È una grande soddisfazione allenare questi ragazzi, che hanno la mia stessa sfortuna, e vederli che si divertono giocando a questo bellissimo sport. Non è di certo facile affrontare avversari che hanno dalla loro parte un’arma in più molto potente: la voce. Gli avversari hanno la possibilità di dialogare durante la partita, mentre noi siamo concentrati a seguire con attenzione ogni loro singolo movimento ed ogni singolo movimento del pallone. L’unica nota negativa è che, purtroppo, certe squadre non accettano proprio di perdere contro di noi o anche solo di andare sotto a partita in corso, e questo in alcuni casi ha generato dei nervosismi.

Ci dispiace, non è il genere di atteggiamento che ci piace vedere nello sport. Spiegami invece come vive Mirko Scaglione, da ragazzo sordastro, l’esperienza di allenatore: hai trovato qualche difficoltà?

Nessuna difficoltà che non si potesse o che non si possa superare. Io, essendo appunto sordastro, comunico con i miei ragazzi attraverso la LIS (“Lingua Italiana dei Segni”). Questo è un vantaggio per tutti i ragazzi, ed in particolar modo per i ragazzi che ahimè soffrono di una sordità profonda. In questo modo tutti loro riescono a seguirmi senza perdere il filo del discorso, e questo facilita anche me nel dare loro spiegazioni su come muoversi in campo.

Grazie mille Mirko, è stata un’intervista davvero molto bella.

Grazie a te.

Ciao.

Ciao!

 

Intervista condotta da Michele Piazza

 

 

 

 

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