Intervista a Marco Chierigato: “Allenare i bambini e vederli crescere è una soddisfazione impagabile”

Amici lettori e amici appassionati di calcio a 5 AMF, eccoci tornati con una nuova intervista relativa al corso allenatori rilasciato dalla FIFS che prenderà il via a breve ( Leggi di più a questo link). Questa volta siamo andati a trovare mister Marco Chierigato, neoallenatore del Lainate Futsal e allenatore per la scuola calcio della Nuova Cormano Calcio. Marco, che ha alle spalle un passato di oltre vent’anni come giocatore di calcio a 11 tra Italia e Francia, ci ha accolti a braccia aperte e si è prestato a rilasciare un’intervista ai nostri microfoni per parlarci della sua esperienza come allenatore.

 

Buongiorno signor Chierigato

Chiamami Marco, diamoci del tu per favore che mi fai sentire anziano (ride).

 

Ci mancherebbe. Allora, Marco, quanto tempo fa hai fatto il corso allenatori?

Sinceramente, io il corso ancora lo devo fare. Avrei dovuto prendere il patentino a febbraio ma per questioni di Covid il corso era stato interrotto e adesso so che lo hanno riorganizzato e che prenderà via un corso telematico a novembre

 

Esatto si, il 16 novembre …

… io sono già 3 o 4 anni che alleno, e principalmente ho allenato sempre i bambini. Ho allenato anche saltuariamente delle squadre di terza categoria, ma perché prima ci giocavo poi dopo che mi sono fatto male insieme ai miei compagni (visto che capitava spesso che il mister fosse assente per dei problemi lavorativi) ho pensato di improvvisarmi allenatore. Ad un certo punto poi il vecchio mister non è più riuscito a venire nemmeno agli allenamenti, al che mi ha passato il testimone.

 

Capito. Invece so che alla FIFS Opening Cup hai allenato il Lainate Futsal e che hai anche vinto al debutto, come ti sei sentito?

Allora ti spiego. Io avevo fatto solo un allenamento con la squadra, e prima dell’inizio del torneo (si trattava di un triangolare) ho detto ai ragazzi che volevo vincere e loro sono stati d’accordo con me. Ho chiarito alla mia squadra che, arrivando io dal calcio a 11, avrei letto la partita come ero abituato a fare proprio nel calcio a 11. Poi, avendo giocato a calcio per più di 20 anni, posso dire di avere una buona predisposizione a leggere le partite in corsa. Vincere al debutto è stata un’emozione molto bella. Nell’ultima partita, a circa un minuto dalla fine, eravamo sul 3-3 e ho fatto un paio di cambi (dando indicazioni ai miei ragazzi) che ci hanno portati a segnare il goal decisivo. Sono stati tutti contenti, io in primis perché non vedevo l’ora di iniziare e non mi aspettavo un inizio così. Dopo la vittoria del torneo, poi, avevo già fatto un po’ gruppo con i miei giocatori ma ora purtroppo siamo stati interrotti a causa del ritorno dei contagi di Covid-19.

 

Purtroppo ne sappiamo qualcosa anche noi …

Eh già. Però è stato molto bello. Sono stati tutti contenti, compreso il presidente che mi ha addirittura detto di portarmi a casa il trofeo. Penso che chiunque, se dovesse iniziare come ho fatto vincendo un torneo dove comunque abbiamo incontrato due squadre molto forti, sarebbe tanto felice quanto lo sono io.

 

Penso proprio di sì. E tu, Marco, in quanto giocatore con tanti anni di esperienza nel calcio a 11, pensi che il calcio a 5 AMF sia uno sport propedeutico a quel calcio che tu hai giocato?

Senza dubbio ci sono delle differenze tra i due sport. Però, onestamente, penso che unendo il calcio a 5 AMF con il calcio a 11 si possano fare grandi cose e si possa arrivare a mettere in difficoltà anche grandi squadre. Il football sala è uno sport di massimo due tocchi, non di più, mentre nel calcio a 11 ci sono spazi più larghi e tempi di gioco più tranquilli. Tuttavia, ci tengo a precisare che le differenze sono poche. Per farti un esempio: il contatto, seppur in minor quantità, c’è anche nel calcio a 5 AMF. Diciamo che il football sala è per il 50% simile al calcio a 11, a livello di tattica di partita. Ci sono senza dubbio molte cose del calcio a 5 AMF che servono tantissimo nel calcio a 11 e che il football sala può permettere di migliorare.

 

Certo. Ti faccio una domanda un po’ diversa: che soddisfazioni dà allenare dei ragazzini o, nel tuo caso, dei bambini?

Premetto, io alleno i bambini di 7 anni, quindi proprio i pulcini. Si tratta di una scuola calcio. Da due anni collaboro con questa società, che è il Cormano, e dall’anno scorso ho preso in mano questa squadra di bambini. La prima volta che ho provato a fare una partitella con loro, ho trovato otto bambini che andavano tutti addosso alla palla al che ho pensato che ci fosse molto da lavorare. Ad oggi, quegli stessi bambini hanno una posizione, girano palla, sanno quando devono scartare, quando possono tirare e quando invece devono passarla indietro. E insegnare a dei bambini così piccoli quello che tu sai (parlo riferito a un tu ipotetico, ovviamente) ti dà una soddisfazione enorme. Se considero il Lainate Futsal, parlo di ragazzi che bene o male hanno la mia età (io ho 32 anni) e quindi è una cosa molto diversa. In confronto a loro, i ragazzini vanno prima presi in un modo molto delicato: devi prima farli affezionare a te, poi una volta che si fidano di te puoi cominciare a spingere di più e magari alzare anche un pochino la voce. E io ti posso assicurare che se ora cambiassi società, tutti i miei bambini verrebbero con me. Ad alcuni di loro è stato proposto di andare in altre squadre, ma loro hanno preferito rimanere con me. Quindi per loro la soddisfazione non riguarda tanto i risultati sul campo, ma piuttosto è una soddisfazione emotiva. Tu sei il loro punto di riferimento, e quando li vedi fare qualcosa che gli hai insegnato la soddisfazione è impagabile. Poi i bambini quando vincono ovviamente sono contenti, ma loro sono già contenti se giocano: ai bambini basta giocare, è anche questo il bello. La soddisfazione è vedere che ti ascoltano e che ti seguono.

 

E come mai invece questa idea del calcio a 5 AMF?

Ho voluto un’esperienza diversa, dal momento che mi si è presentata l’opportunità. Mi sarebbe sempre piaciuto provare una cosa nuova, perché comunque con i bambini la sfida a livello tecnico è limitata. Invece con dei ragazzi più grandi, come sono magari i ragazzi del Lainate, posso mettermi alla prova mettendo sul campo delle idee di gioco più complesse e aggiungendo quindi un gradino di difficoltà. Con i bambini, ovviamente, bisogna partire da zero ma questo non significa che la soddisfazione sia minore. Anzi, vederli contenti mentre giocano a pallone è la soddisfazione più grande. Ti porta proprio all’apoteosi del tuo io, personalmente la vedo così.

 

Grazie mille Marco, grazie mille e buona serata.

Grazie a te. Ciao, buona serata!

 

Intervista condotta da Michele Piazza

 

 

 

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