Intervista a Tiziana Impoco, allenatrice C5 femminile, un’opinione impopolare nel mondo del calcio: “E’ stato opportuno fermare lo sport, era meglio non ripartire adesso e farlo più avanti con sicurezza”

Sono diverse le opinioni del mondo dello sport in merito alle misure prese dal governo per contrastare la diffusione del virus covid 19: Tiziana Impoco, coach C5 femminile, Cus Unime, ci racconta la sua e ci spiega cosa vuol dire essere una donna allenatrice.

 

 

Lei è un’allenatrice giusto? Come sta vivendo la situazione causata dall’emergenza sanitaria Covid 19 ?

Io sono un’istruttrice di scuola calcio e alleno una squadra di C5 femminile, il Cus Unime. Già nel primo lockdown abbiamo cercato di non stare mai ferme e io personalmente ho provato a non lasciare mai sole le mie giocatrici. Ci allenavamo online, sia per quanto riguarda la parte atletica che quella tecnica, ovviamente per quello che riuscivamo a fare. Ora stiamo cercando di fare la stessa cosa in attesa di nuove notizie che a breve dovrebbero arrivare. C’è ancora molta confusione.

 

Cosa pensa del DPCM che ha bloccato gran parte dell’attività sportiva?

Nonostante io sia una sportiva, ritengo sia una cosa giusta aver bloccato gran parte delle attività. Data la situazione che stiamo vivendo, penso sia opportuno questo stop, anzi, a dire il vero, secondo me non bisognava ripartire. Le società hanno speso tantissimo per sanificazione e per adeguarsi alle varie norme, sarebbe stato meglio iniziare più avanti in sicurezza, magari a gennaio.

 

Lei ha frequentato il corso allenatori online della FIFS giusto?

Sì, ed è stato davvero un grande arricchimento. Io cerco sempre di ampliare le mie conoscenze e vorrei davvero ringraziarvi per il corso, è stato utilissimo. In passato con voi avevo fatto anche una selezione della Nazionale Italiana. Sono esperienze che se si ha la possibilità bisogna fare. Sono davvero contentissima di tutto ciò che ho fatto con voi.

 

Com’è essere un’allenatrice donna? Sente tanto stereotipi e pregiudizi legati al ruolo delle donne nel mondo del calcio?

Posso rispondere parzialmente credo perché ho sempre e solo allenato squadre femminili e con loro ovviamente, mai nessun problema. Devo dire però, che anche con i miei colleghi uomini non mi sono mai sentita screditata o inferiore, c’è molta collaborazione e rispetto fra di noi. Per tanto non sento tutta questa differenza e non vivo sulla mia pelle stereotipi e pregiudizi. Mi dispiace che nel mondo sia ancora diffuso, e purtroppo non so quando questo avrà fine, il pensiero che la donna di calcio non ne capisca niente. Io continuo per la mia senza farmi abbattere da niente.

 

Intervista condotta da Melissa Crespi

 

 

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