Intervista a Guerrino Parise, Allenatore della Nazionale C13: “penso che sia molto importante soprattutto cercare di far capire che deve diventare una passione”

Il 16 novembre p.v. prenderà il via il Corso Allenatori, abilitante per il settore giovanile, organizzato online dalla Federazione Italiana Football Sala, ma che responsabilità comporta allenare i ragazzi? Quanto è importante lo sport per loro e cosa significa raggiungere traguardi importanti? Lo abbiamo chiesto a Guerrino Parise, allenatore della Nazionale c13, che si è classificata 4° ai Mondiali di Reus 2019

 

 

Cosa significa per lei allenare la nazionale categoria 13?

Allora, innanzitutto è un orgoglio perché comunque è sempre una Selezione Nazionale e ti dà l’opportunità di partecipare a eventi internazionali importanti, come il Campionato Mondiale che abbiamo disputato lo scorso anno a Reus (Barcellona), e ti dà l’opportunità comunque di far crescere dei ragazzi e di completarli dal punto di vista tecnico, perché, secondo il mio modesto punto di vista, il football sala è propedeutico al calcio a 11. Molto utile per i ragazzi soprattutto in giovane età crescere anche parallelamente praticando entrambi… entrambe le discipline, il Football Sala appunto e il Calcio a 11. Quindi di conseguenza è una cosa che secondo me è molto importante per la crescita e per completare appunto dal punto di vista tecnico i ragazzi.

 

A proposito dei Mondiali, cosa ha significato per i ragazzi della squadra classificarsi 4°?

Mah sai i ragazzi sono giovani, quindi diciamo nella loro “incoscienza” hanno…. non si sono ancora resi conto dell’importanza del risultato che hanno ottenuto al Campionato Mondiale. E comunque hanno pur sempre tredici anni, diciamo che è più una soddisfazione per i più adulti, per lo staff tecnico che ha partecipato insieme a loro al Campionato Mondiale, perché comunque siamo la prima selezione nazionale che a livello giovanile si classifica tra le prime 4 in un Campionato Mondiale. Però sicuramente da quello che ho potuto vedere… rivedendo diciamo i ragazzi dopo il Campionato Mondiale sicuramente a livello di autostima e di crescita personale è stato molto importante per loro partecipare appunto a una competizione come il Campionato del Mondo.

 

Quanto è importante lo sport per i giovani, soprattutto i giovani di oggi?

Mah per i giovani di oggi è importantissimo, perché hanno troppe, ehm, troppe possibilità di distrarsi con altro. Diciamo che è importante soprattutto dal punto di vista mentale perché la tecnologia adesso la fa da padrone per quanto riguarda i ragazzi, di conseguenza avere uno sfogo a livello sportivo è fondamentale dal mio punto di vista, perché appunto come dicevo prima la tecnologia oramai sta prendendo gran parte del tempo libero dei ragazzi e non esiste più quella passione che si aveva negli anni passati: diciamo la mia generazione non avendo tutte queste possibilità a livello tecnologico di distrarsi aveva una passione differente nei confronti di, dello sport in generale e in questo caso del calcio. Quindi penso che sia molto importante soprattutto cercare di far capire che deve diventare una passione, perché si rischia che diventi questo il passatempo e un hobby e non una cosa da prendere seriamente quindi bisogna lavorare molto a livello mentale sui ragazzi da questo punto di vista.

 

Bene, un’ultima domanda: un parere suo personale su come giudica i nuovi provvedimenti presi dal governo per arginare i contagi da covid 19?

Guardi, fare i distinguo tra le varie categorie secondo me è sbagliato, nel senso che comunque non si può togliere anche questo ai ragazzi appunto per le cose che le dicevo prima, già hanno troppe possibilità di distrarsi con la tecnologia, play station e quant’altro ci possa essere, se gli togliamo anche l’opportunità di fare anche semplicemente degli allenamenti, svagarsi per scaricare un attimino la tensione accumulata a scuola e tutto quello che può essere durante una giornata, non lo condivido. Posso capire essendo in emergenza che sia difficile anche prenderle queste decisioni, però non le condivido perché io ai ragazzi non toglierei l’opportunità di fare sport, soprattutto in un momento difficile come questo. Però a livello dei ragazzi subentrano anche i genitori che magari sono un po’ scettici nel far svolgere l’attività, non è solamente un decreto fatto dal governo, le decisioni prese dal governo, ci sono anche i genitori che sono abbastanza scettici sul mio parere diciamo… Però non mi sento di condividerle (le misure anti-covid) perché io non toglierei l’opportunità di fare sport ai ragazzi.

 

Va bene grazie del tempo che ci ha dedicato!

Prego, s’immagini, buona serata!

Intervista condotta da Laura Banalotti

 

 

 

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