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Matteo Terraciano: “La Nazionale un onore. Pronto a dedicarmi alla mia passione: allenare”

Ai microfoni della FIFS abbiamo avuto l’occasione di intervistare Matteo Terraciano, giocatore del Team Ticino Lugano e della Nazionale Italiana Maschile. Gioie ed esperienze vissute durante la carriera, ma anche tanto altro. “Un’emozione incredibile partecipare al Mondiale C13 di Reus con la Nazionale Svizzera”. Un focus particolare lo abbiamo quindi dedicato al suo percorso intrapreso come allenatore, per il quale Matteo ha vissuto la magnifica esperienza da CT al Mondiale C13 di Reus, in Catalunya.

matteo terraciano

Il tuo rapporto con il calcio a 5?

“Sono venuto a conoscenza del calcio a 5 AMF 4 anni fa grazie al presidente della FSFS Marco Militano. Giocando in Svizzera, la pausa di non gioco è da novembre a marzo, mi aiuta tanto a mantenere la forma fisica e aumenta la capacità tecnica. Sono capitano del team Ticino Lugano, CT delle Nazionali Svizzere C13, C20 e Assoluta”.

C’è voglia di tornare in campo?

“C’è una grandissima voglia di tornare a giocare dopo questa pausa forzata. Manca tutto, soprattutto l’adrenalina che aumenta dallo spogliatoio al fischio d’inizio”.

Il percorso al Ticino Lugano?

“Come detto prima sono da 2 anni il capitano del Team Ticino Lugano. Negli ultimi anni siamo stati sempre protagonisti in Italia vincendo diverse supercoppe di lega e arrivando secondi alle finali nazionali di Follonica”.

Le tue migliori doti come atleta?

“Le mie migliori doti sono la grinta e la lettura di gioco”.

In Nazionale Italiana che emozioni stai vivendo?

“Per quanto riguarda la Nazionale posso dire che sicuramente è un’emozione grandissima ed un onore indossare la maglia della Nazionale Italiana. Ed è stato ancora più emozionante giocare l’ultimo test match contro i miei amici della Nazionale Svizzera”.

matteo terraciano

Sull’esperienza che hai intrapreso come allenatore?

“Come CT delle Nazionali Svizzere è stata una emozione incredibile partecipare al Mondiale C13 di Reus lo scorso novembre, poter affrontare le squadre sudamericane è stato emozionante, come lo era stato con la Nazionale C20 all’Europeo di Alassio. È normale che ci possano essere difficoltà nel reclutare giocatori in Svizzera disposti a giocare a calcio a 5 ma visto la visione del calcio delle scuole calcio elvetiche ho comunque la possibilità di trovare ragazzi tecnicamente forti. Allenare per me è sempre stata una grande passione, lo faccio da quando ho 17 anni per quanto riguarda il calcio a 11 e dagli ultimi anni per il calcio a 5 AMF”.

Cosa cambia di più nel passaggio giocatore-allenatore?

“È un passaggio molto difficile. Da giocatore ti conosci a pieno e sai come fare per dare il meglio, da allenatore devi cercare di entrare nella testa dei tuoi giocatori ed essere un po’ amico e un po’ leader”.

Integralista o elastico?

“Ho sempre pensato che non bisogna fissarsi su una filosofia o su moduli e schemi troppo complicati. Bisogna cercare di essere elastici, leggere la partita al meglio e optare per le soluzioni migliori”.

Obiettivo personale?

“Il mio obiettivo per il futuro è cercare di giocare ancora qualche anno e poi dedicarmi totalmente alla parte di CT per le Nazionali Svizzere. Il sogno come mister è quello di far crescere sempre di più il movimento del calcio a 5 AMF in Svizzera e portare più selezioni possibili ai Mondiali di categoria”.

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