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Alessandro Luise: “Il Pallone d’Oro mi ha dato ancora più voglia di dimostrare il mio valore”

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il vincitore del Pallone d’Oro FIFS 2019: Alessandro Luise. Il giocatore del Tigullio Chiavari e della Nazionale Italiana Maschile si racconta alla FIFS in una chiacchierata a tutto tondo. “Devo tanto a mio fratello, lui mi ha trasmesso la passione per questo sport”. Dall’approccio con il futsal alla Nazionale, fino al Pallone d’Oro vinto nel gennaio 2020. Una carriera di traguardi ed emozioni, con lo sguardo già proiettato nel futuro per realizzare nuovi sogni.

 

Quanta voglia c’è di tornare a giocare a calcio a 5?

“La voglia di tornare a giocare è inspiegabile. Purtroppo questo stop è stato un brutto colpo, visto che comunque stavo bene fisicamente e avevo un sacco di impegni tra Nazionale e campionato e con tutti i miei compagni ci stavamo preparando per il finale di stagione”.

Il tuo rapporto con questo sport?

“Direi che il rapporto nato con questo sport è a dir poco fantastico. Giocando già a futsal, l’estate scorsa con la mia squadra abbiamo ricevuto l’invito ad un torneo FIFS a Bordighera. Pur non avendolo mai praticato abbiamo fatto una bellissima figura, vincendo il torneo senza subire nemmeno un gol. Oltretutto ho poi avuto l’onore di vincere il miglior giocatore. Da lì, è cominciato tutto”.

Come sta andando l’esperienza al Tigullio Chiavari?

“Partiamo dall’inizio, io ho sempre giocato a 11. Ho avuto la possibilità di giocare in Eccellenza grazie alla regola dell’obbligo dei giovani, poi tra un infortunio e l’altro ho fatto 4 anni in Prima Categoria levandomi qualche soddisfazione. Poi è arrivato il Tigullio e devo ringraziare in primis mio fratello, il quale mi ha proposto di andare a giocare insieme a lui che già militava nella squadra facendo la Serie B nazionale. Lui mi ha trasmesso la passione per il calcio a 5. Devo anche ringraziare il mister (che tutt’ora mi allena) che ha avuto la pazienza di insegnarmi questo sport, ed infine la società, che ovviamente ha accettato di prendermi in squadra nonostante non abbia mai giocato a 5”.

Il 2020 per te era iniziato con la vittoria del Pallone d’Oro. Si riparte da lì?

“Per questo inizio 2020 non potevo chiedere di meglio. Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno votato, ovviamente devo a loro la vittoria del Pallone d’Oro. Rappresenta molto per me e mi dà ancora più voglia di dimostrare quanto valgo in campo. Da lì, ovviamente l’obiettivo è cercare di migliorare sempre di più”.

Dovessi descriverti, che giocatore è Alessandro Luise?

“Non saprei. A 11 ho sempre giocato terzino, ma mi sono sempre concentrato sulla tecnica individuale: mi piacciono un sacco i dribbling, adoravo fare sovrapposizioni, crossare e avevo anche la possibilità di calciare le punizioni. Questo mio modo di giocare mi è stato d’aiuto nel calcio a 5, avendo già un minimo di tecnica individuale”.

Il tuo idolo?

“Il mio idolo è un giocatore per tanti discutibile, però mi ha sempre affascinato: Ricardo Quaresma. Da ragazzino seguivo le partite del Porto solo per vedere lui e guardavo i video su YouTube dei suoi numeri”.

Sulla tua esperienza in Nazionale?

“Anche qui c’è solo da ringraziare mister Usai che ha avuto la possibilità di vedermi giocare solo negli incontri di selezione ma nella mia prima partita con la Nazionale mi ha permesso di indossare la maglia numero 10, facendomi anche vice capitano. Un’emozione indescrivibile vestire la maglia azzurra con quel numero, cantando l’inno insieme ai miei compagni con i quali, nonostante il poco tempo assieme, ho instaurato un rapporto davvero fantastico”.

Nella vittoria contro la Svizzera hai segnato due reti. Che prestazione è stata?

“Con la Svizzera se devo essere sincero, rivedendo le immagini non sono molto contento della mia prova. La tensione e l’emozione hanno avuto il sopravvento. Però l’importante è aver vinto con la mia squadra: negli spogliatoi ho visto la gioia negli occhi dei miei compagni dopo la vittoria, è stata un’esperienza incredibile”.

Il tuo sogno?

“Il mio sogno è disputare degli eventi internazionali con la Nazionale. Un Europeo e un Mondiale sarebbero competizioni che mi porterei nel cuore per tutta la vita”.

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