ispra calcio a 5

Luigi Pignata: “Winter Cup ottimo risultato. Vi racconto la mia storia all’Ispra Calcio a 5”

Prima che il mondo del futsal AMF si fermasse causa Covid, una nota lieve è stata l’assegnazione della Winter Cup 2019, vinta dall’Ispra C5. E il suo tecnico Luigi Pignata ci ha raccontato con emozione la sua storia, ripercorrendo il cammino con l’Ispra e regalandoci anche qualche spunto sull’esperienza in Nazionale Italiana over 40.

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Ci racconta la sua storia all’Ispra C5?

“L’Ispra nasce nel 2005 e io facevo il giocatore. Con alcuni amici, abbiamo poi formato questa squadra avvicinandoci al calcio a 5. Nel 2005 vincemmo il campionato di serie D, affrontando poi con entusiasmo la C2 vincendo il campionato. Col passare degli anni, abbiamo cercato di migliorarci sempre più fino ad ottenere il risultato auspicato in C1: i playoff. Con la nascita di nuove società nei dintorni, abbiamo poi perso alcuni giocatori e vari sposor si sono spostati. Sentendomi qualche tempo più tardi con alcuni giocatori, abbiamo fatto ripartire il progetto. Ci siamo attrezzati da subito per far bene e abbiamo vinto la Serie D. Il percorso prosegue fino ad oggi, almeno prima del periodo di stop causa Covid”.

Prima dello stop, l’Ispra C5 ha ottenuto un grande risultato: la vittoria della Winter Cup.

“Si, abbiamo iniziato questo percorso grazie al presidente della Federazione Italiana Football Sala Axel Paderni. La Winter Cup è stato un bel percorso che ci ha fatto piacere e ci ha portati fino a giocare la finale. Il risultato finale è stato ottimo, vincendo contro una buona squadra”.

Le qualità di un allenatore?

“Dipende dalla categoria. In generale, è importante saper gestire un giocatore a livello fisico e mentale, per trarre il massimo e permettere un miglioramento. Io mi reputo un allenatore piuttosto elastico e può essere un pregio o un difetto ma ripeto, il tipo di approccio di un allenatore va anche in base alla categoria e alle esigenze dei ragazzi. Io cerco di far lavorare molto con la palla, oltre a sollecitare i ragazzi a livello psicologico e mentale”.

La sua esperienza in Nazionale Italiana over 40?

“Credo si tratti di un progetto molto ben pensato e strutturato. Per me è stata una occasione per vivere una sorta di seconda giovinezza. Poterti misurare con giocatori over 40 e over 50 ti mette in competizione nonostante l’età. Spero che il progetto continui su questa strada, per me come per i futuri highlander di questo sport”.

Obiettivo per il futuro?

“Continuare ad aiutare i ragazzi nella loro crescita a livello sportivo e umano, indipendentemente dalla categoria”.