FEF European Championship C20 – Alassio 2018, intervista al Mental Trainer Federico Caliri

 

Quali sono le emozioni e le preoccupazioni che possono riguardare i ragazzi in competizioni di questo livello?

“In competizioni di questo livello ci sono molti aspetti da valutare per poter ottenere una buona performance. Non è una sfida semplice soprattutto perché si parla di ragazzi che non sono abituati a competere su palcoscenici così importanti. Il problema principale che bisogna essere in grado di gestire è innanzitutto la capacità di mantenere la concentrazione. Bisogna essere in grado di mantenerla costante per tutta la durata del torneo e ovviamente in ogni singola partita. Altro aspetto da non trascurare è la possibile ansia pre gara. In competizioni di questo tipo diventa necessario entrare in campo con la giusta dose di attivazione per non essere troppo “carichi“ o troppo “scarichi“. Essendo ragazzi molto giovani potrebbero avere delle difficoltà nel gestire i propri sentimenti e le proprie emozioni nell’indossare la maglia della nazionale. Per ultimo ma non meno importante è il non farsi condizionare dagli errori che si possono commettere. I ragazzi, dunque, devono essere capaci di affrontare e di reagire ad una sconfitta e allo stesso tempo devono essere in grado di saper gestire momenti difficoltà che si potrebbero verificare nel corso delle singole partite, nel momento in cui affronteranno squadre molto preparate”.

 

Di conseguenza i ragazzi sono preparati mentalmente e se si come si è realizzata la preparazione?

“Sì, i ragazzi sono preparati mentalmente, infatti ci stiamo lavorando da molto tempo, ci siamo concentrati soprattutto sulla comunicazione con il mister e negli ultimi raduni ho visto una buona preparazione nei ragazzi e tanta voglia di fare. Personalmente per aiutare i ragazzi il più possibile li sento regolarmente, e li aiuto ad avere più pensieri positivi possibili e allo stesso tempo aspettative non troppo alte. La preparazione si è realizzata principalmente concentrandoci sul lavoro di gruppo visto che l’obiettivo principale era quello di far nascere una buona squadra molto unita dove è fondamentale una buona coesione”.

 

Come possiamo riassumere quindi l’obiettivo dell’Europeo considerando la preparazione mentale dei ragazzi?

“L’obiettivo principale dell’Europeo è ovviamente salire sul podio, così da poter ottenere il pass per il mondiale dal 19 al 27 di Novembre in Colombia.  Per quanto riguarda invece il mio obiettivo principale è quello di farsì che i giocatori possano giocare nelle migliori condizioni mentali così da poter giocare al meglio, ma soprattutto è importante per me che i ragazzi vedano questa opportunità come un obiettivo di crescita da portarsi dietro come un’esperienza indimenticabile e poi ovviamente tutti i risultati che verranno raggiunti in più sarà solo meglio”.