La nostra Intervista all’allenatore dell’Academy FIFS C20: Federico Caliri

Qual è stato il tuo percorso che ti ha portato a diventare allenatore?

Il mio percorso inizia, come per la maggior parte degli allenatori, da calciatore. Fin dall’età di 6 anni ho giocato a calcio e mi è sempre piaciuto guardare e notare la parte tattica e tecnica, oltre a quella giocata, sia dei miei allenatori sia delle squadre che ho affrontato. Per questo motivo ho deciso di frequentare il corso per allenatori della Federazione e di intraprendere questa carriera, nonostante la mia giovane età. Inizialmente ho seguito il Corso per allenatori di tipo B e poco dopo ho deciso di completare, dal punto di vista teorico, la mia formazione prendendo il patentino per allenatori di tipo A, che mi ha permesso di guidare squadre di club e squadre nazionali.

Come hai conosciuto la federazione?

ho conosciuto la federazione italiana di football sala perché, con una squadra dove militavo anni fa abbiamo partecipato al campionato e mi sono subito appassionato a questa disciplina. Inoltre ho avuto la fortuna e il piacere di rappresentare la nostra nazione in un torneo svoltosi a Rimini nel 2012, dove uscimmo vincitori.

Quali aspetti della tua formazione psicologica pensi possano esserti di aiuto in questa avventura?

Penso che, avendo una laurea in “scienze e tecniche psicologiche” ed essendomi specializzato con un master in psicologia dello sport, conoscendo bene i gruppi e tutte le dinamiche presenti in una squadra e conoscendo bene i sentimenti e le emozioni che i ragazzi provano o potrebbero provare in determinati frangenti della partita possa darmi un vantaggio nell’analizzare aspetti che, magari, altri sottovalutano. Per me è fondamentale, oltre alla componente tattica la componente mentale e di aggregazione. Trovarsi bene all’interno di un gruppo è fondamentale perché sono convinto che se, all’interno della squadra vi è un clima positivo e di cooperazione, qualsiasi difficoltà può essere affrontata e superata.

Come nasce il progetto Academy e quali risultati vi aspettate di ottenere da questa iniziativa?

Il progetto Academy nasce con l’intento di promuovere il Football Sala e di far crescere i giovani talenti, che di volta in volta, scoviamo e scopriamo attraverso degli stage di selezione. Stiamo cercando di creare un bacino d’utenza da cui, successivamente, poter attingere come serbatoio per le rappresentative nazionali e le nazionali. Come già accennavo prima, lo scopo è quello di far conoscere questa disciplina e sicuramente scoprire nuovi ragazzi che possano fare delle bellissime esperienze grazie a questo sport, come ad esempio la partecipazione a un campionato Europeo o un Mondiale.

I giocatori sono famosi per essere scaramantici. Questa usanza ha influenzato anche te? hai qualche gesto scaramantico pre-partita?

Da calciatore ne avevo molti, a partire da una particolare scelta della musica da ascoltare prima della partita alle frasi che mi ripetevo durante la gara e molti altri… tuttavia essendo questa la mia prima esperienza da allenatore non ho ancora creato i miei nuovi rituali… a tempo debito sicuramente ve ne accorgerete anche voi.

Quali sono le note positive dopo il primo incontro e quali aspetti da migliorare?

Sicuramente le note positive sono molte di più rispetto a quelle negative. Sono contento dei ragazzi perché, nonostante fosse la prima volta che giocavano insieme, hanno giocato bene e nel secondo tempo hanno anche espresso un buon gioco. Nel primo tempo, dove la squadra avversaria ha difeso con ordine, non è stato semplice fraseggiare in maniera continuativa e proporre gli schemi che avevo chiesto di fare. Un’altra nota positiva che voglio sottolineare è stata sicuramente quella dell’agonismo messo in campo, che a prescindere dalle competizioni non deve mai mancare.

Possiamo e dobbiamo migliorare sulla gestione del pallone e dobbiamo imparare ad essere più cinici sotto porta; nonostante i numerosi goal segnati dobbiamo imparare ad essere più freddi e a sfruttare al meglio le occasioni che creiamo. Sono convinto però, che col passare del tempo riusciremo a diventare ancora più competitivi.

Che importanza ha questo stage di sabato 18 marzo e la successiva amichevole per voi?

Sicuramente sarà molto importante lo stage che andremo a svolgere questo sabato a Borgosesia. In primo luogo perché avremo modo di conoscerci ancora meglio e questo aspetto non può che giovare alla squadra. Reputo che la coesione e l’unità all’interno di uno spogliatoio sia fondamentale per ambire a certi traguardi. Inoltre riusciremo a svolgere una seduta di due ore che sarà fondamentale per poter iniziare a rimediare ad alcune lacune notate nella prima partita tra cui la gestione del possesso palla. La mia idea è quella di svolgere un allenamento in cui correggere la tecnica di base per poter sfruttare, in seguito, le caratteristiche dei singoli giocatori. Nel pomeriggio poi svolgeremo un’amichevole impegnativa in cui potremo vedere direttamente se i lavori svolti in mattinata saranno stati utili e cosa potremo correggere in futuro.

Rispetto al primo match disputato contro l’Atletico Lombardo ci sarà qualche volto nuovo tra le fila dell’Academy?

Si ci saranno numerosi volti nuovi. Essendo un’Academy penso sia giusto far girare i giocatori per far si che tutti si integrino e si sentano parte del progetto stesso. Rispetto alla partita con l’Atletico Lombardo ho riconfermato solo 5 atleti, quindi tutti gli altri saranno nuovi. Sono sicuro che si integreranno bene nel gruppo.