Alessio Arezzi parla della rinascita della sua Nazionale Under 21

Dopo il test match di Crema contro ASD Zelo CO5, la Nazionale Under 21 sarà impegnata in un’altra partita di test, quella contro la Pro Vercelli di mercoledi 29.

Il match contro la squadra di Crema ha messo in luce le diverse problematiche dei giocatori e di una squadra definita – dallo stesso C.T- “un cantiere aperto”.

In vista del prossimo appuntamento della Nazionale abbiamo fatto quattro chiacchiere col C.T Arezzi, per capire cosa è successo a Crema e quale sarà il percorso che porterà gli azzurrini all’Europeo del 2017.

Quali sono le impressioni di Alessio Arezzi in merito alla sconfitta contro ASD Zelo. Che importanza hanno le amichevoli/ test match?

Innanzitutto è giusto precisare che la Nazionale sta vivendo una fase di ricostruzione e rinascita. Dopo i Mondiali in Cile e l’Europeo in Spagna abbiamo dovuto fare i conti con il cambio generazionale e con la necessità di “reclutare nuove leve”. I nuovi giocatori vengono individuati attraverso degli stage e testati nelle amichevoli. Ecco che organizzare tali partite diventa fondamentale, perché è l’unico modo che abbiamo per vedere i giocatori in azione contro vere e proprie squadre. Il test match di Crema ha evidenziato lacune individuali ed è stato anche notevole fonte di stress per i nostri ragazzi, che hanno subito il peso della divisa nazionale. Ovviamente l’avversario era forte e compatto, per cui i complimenti allo Zelo sono doverosi. Ora dobbiamo pensare al test Match di Vercelli, anche perché al nostro gruppo si sono uniti altri tre nuovi elementi.

Le amichevoli, quindi, sono estremamente importanti, servono a testare i propri  giocatori e  conoscerne di nuovi. Sempre nell’ottica della ricostruzione della squadra.

Qual è e quale sarà il percorso della Nazionale da qui all’Europeo? Ad oggi come sta la Nazionale?

Come ho già detto, il nostro obiettivo – per adesso – è quello di continuare a testare i nostri giocatori e individuarne di nuovi e interessanti. I raduni e le amichevoli faciliteranno il lavoro e contribuiranno alla preparazione tecnico- tattica dei ragazzi. Per tutti questi motivi – ad oggi – non possiamo parlare di una vera e propria Nazionale, ma di una Rappresentativa.

L’impegno per individuare i giocatori migliori che andranno all’Europeo è notevole e non privo di difficoltà; la più grossa sta nel fatto che in Italia il calcio a 5 è poco sviluppato e i ragazzi  poco informati su questa disciplina. Questo aspetto – ovviamente – non ne facilita lo sviluppo.