Euro2016: ultime riflessioni.

A qualche giorno dalla conclusione di questo Campionato Europeo UEFS, che ci ha trascinato in un turbillon di emozioni dal primo all’ultimo minuto di ogni sua partita fino all’epica finale contro la Russia padrone di casa, è tempo di analizzare il cammino dell’Italia.

Innanzitutto la FIFS ribadisce il proprio grande, grandissimo ringraziamento a tutti i membri della spedizione azzurra, che mai come in questa occasione ci hanno riempito di orgoglio. La mancanza dell’Italia nelle scorse edizioni su un palcoscenico prestigioso come questo di fatto non ci garantiva certezze circa il cammino della Nazionale: i nostri giocatori, per quanto affiatati e dotati tecnicamente e tatticamente, dovevano mettersi alla prova con tutto quanto c’è di contorno nel partecipare a una competizione del genere. Aspettative, pressioni, occhi puntati, emozioni nuove da gestire e chi più ne ha più ne metta: tutto ciò non ha scalfito la sicurezza dei ragazzi di mister Del Giudice, nonostante un esordio complicato e sfortunato contro la Repubblica Ceca che ci ha imposto di vincere già dalla seconda partita contro Israele.

I nostri tifosi più appassionati ricorderanno anche come la seconda partita del nostro girone, nonostante la vittoria con largo scarto, non sia stata poi così semplice, con gli Azzurri che si erano ritrovati in svantaggio per ben due volte. Ed è qua che è emerso un altro tratto distintivo della Nazionale: l’umiltà di chi, seppur con valori tecnici importanti, ha saputo rimboccarsi le maniche e affrontare un avversario magari meno dotato tecnicamente ma non per questo meno pericoloso, e che avrebbe minato le certezze di qualsiasi squadra che non avesse dalla sua orgoglio, dedizione al lavoro, organizzazione e coraggio.

Con queste premesse, dunque, siamo giunti al quarto di finale, forse il match più esaltante di questa Nazionale: la partita contro i fortissimi bielorussi campioni in carica. Siamo esplosi al gol di Valenti a una manciata di secondi dalla fine che ha sancito l’1-0 finale: una partita dal punteggio insolito nel football sala, che dimostra come le maglie della nostra difesa si fossero strette fino ad arginare il temibile attacco della Bielorussia, incapace di trovare la via del gol dopo averne segnati ben otto nelle due precedenti partite.

La semifinale contro il Kazakistan, bando alla scaramanzia, è stata giocata come chi aveva negli occhi la certezza che sarebbe giunto in finale, dopo aver battuto la squadra probabilmente più forte di tutto il torneo: quasi fosse qualcosa di scontato dopo aver battuto la Bielorussia, travolgiamo così anche i kazaki per 6-3 e concludiamo l’Europeo vedendo sfumare il nostro sogno a una manciata di secondi dal termine.

E’ vero, è mancata la ciliegina sulla torta, e chiunque abbia partecipato al torneo e visto le partite di questi ragazzi non può non avere almeno un minimo rimpianto per aver visto la coppa più ambita scivolarci via tra le mani a pochi istanti dal triplice fischio.

Bisogna però guardare in faccia la realtà: il bicchiere non è mezzo pieno, è stracolmo: chi poteva aspettarsi un’Italia che, non partecipando alla massima rassegna iridata da vent’anni, si imponesse fino a far tremare la Russia padrone di casa? Chi avrebbe pronosticato questo percorso dell’Italia che, partendo da scomoda outsider, è arrivata a bussare alle porte della storia del football sala europeo? E chi, in fondo, non può dirsi orgoglioso del cammino di questi ragazzi, diversi per caratteristiche ed età, ma che in fondo hanno dato animo a un unico grande cuore azzurro? Nessuno, noi crediamo.

In conclusione, noi della Federazione ci teniamo a rivolgere un affettuoso ringraziamento anche a voi appassionati, che avete seguito il cammino degli Azzurri sul nostro sito e sui nostri social: mai abbiamo avuto numeri da record come quelli registrati nella settimana appena trascorsa, e per tutti i ragazzi che tutti i giorni compiono sacrifici per dare visibilità a questo sport ancora troppo poco conosciuto nel nostro paese è una gratificazione impareggiabile. Quindi, grazie alla nostra nazionale, ma non di meno grazie anche a voi, che ci avete seguito.

La redazione FIFS