Ed è finale! Per la prima volta nella sua storia l’Italia si giocherà il titolo europeo.

Egorevsk, 27 maggio 2016.

Un risultato storico, comunque vada. La partita di oggi proietta questa nazionale nelle formazioni che verranno ricordate tra quelle che hanno scritto pagine indimenticabili del football sala italiano: mai, infatti, eravamo riusciti a raggiungere una finale della manifestazione europea. L’ultimo ostacolo da superare per arrivare a giocarci questa possibilità si chiamava Kazakistan, che, in verità, ha giocato comunque una signora partita e a cui rendiamo l’onore delle armi. Detto questo, però, è stato chiaro fin da subito che l’Italia aveva una marcia in più, chiamiamola organizzazione, chiamiamola tecnica, chiamiamola fame agonistica: fatto sta che i ragazzi di mister Del Giudice partono a mille e dopo soli dieci minuti il match è già sullo 0-2 per noi, grazie alla doppietta di un indemoniato Matteo Monti che prima segna correggendo in rete un calcio d’angolo e poi con un colpo da biliardo in cui la palla bacia il palo e si infila dolcemente in porta.

Il Kazakistan, a questo punto, gioca a carte scoperte e si proietta in un forcing disperato per impensierire la retroguardia azzurra, il cui frutto è lo sfortunato autogol di Edu Dias, che al 15′ nel tentativo di anticipare l’attaccante kazako altro non può fare che correggere la traiettoria nella propria porta. Questo sfortunato episodio tuttavia non incide minimamente le certezze e il carattere degli azzurri, che dopo solo un minuto riportano a due le reti di vantaggio col gol di Thiago Costa: al 16′ il risultato è di 1-3. La nostra prestazione nel primo tempo è macchiata da un cartellino giallo molto dubbio a Villa: a nostro parere la manata al giocatore kazako è stata involontaria, ma l’arbitro, evidentemente non dello stesso avviso, ammonisce il numero 9 azzurro per un provvedimento che si rivelerà decisivo nell’economia della partita. Non c’è però tempo per recriminare: la partita è viva e vibrante, e ci vuole il miglior Redivo per disinnescare gli attacchi del Kazakistan con una parata all’incrocio da manuale del football sala che spegne le velleità dei nostri avversari e manda le due squadre a riposo sul punteggio di 3 a 1 per noi.

Il secondo tempo inizia sulla falsariga di com’è finito il primo: l’Italia gestisce il possesso e ha altre due occasioni per aumentare il vantaggio, e in questo momento i kazaki sembrano andare in crisi di gioco e di idee: in particolare, la manovra dei nostri avversari risente della mancanza di profondità, e le occasioni costruite sono frutto più di iniziative personali che di un’idea di gioco corale, col risultato che i pochi tentativi si infrangono sul muro azzurro.

Al minuto 26 arriva allora la tripletta personale di Monti che fissa il punteggio sull’1-4, preceduta tuttavia dalla pesante espulsione di Villa per doppia ammonizione a causa di una (sospetta) provocazione a danno di un avversario. La partita a questo punto si incattivisce: Valenti in campo aperto viene steso da un difensore kazako, graziato dall’arbitro, e serve qualche minuto per stemperare gli animi e riprendere il gioco dopo qualche scaramuccia di troppo. Sfruttando gli spazi concessi dai kazaki riversati in avanti arriviamo a sfiorare l’1-5 con Barboza, ma la palla esce di un soffio: e siccome a gol sbagliato spesso ne corrisponde uno subito, il Kazakistan accorcia le distanza con una bomba da fuori del suo numero 10 che non lascia scampo a Redivo e porta il punteggio sul 2-4 al 30′ di gioco. Ci viene un po’ di sana paura quando, un solo minuto dopo, i kazaki segnano il gol del 3-4, mettendoci a questo punto sotto pressione: con l’inerzia della partita dalla propria parte, i nostri avversari vanno due volte vicini al pareggio (con un missile che si spegne a lato dell’incrocio e una botta al volo che supera di poco la traversa), ma l’Italia c’è e risponde presente rischiando di segnare a sua volta grazie a Licini che, saltato il portiere, scarica dietro per la conclusione che viene però deviata in angolo. In questi attimi di grande concitazione, insomma, il tiro libero che ci viene concesso al 34′ è pura manna dal cielo: Orazio Valenti si presenta alla battuta e fulmina il portiere avversario portandoci sul 3-5 e di fatto soffocando le residue speranze del Kazakistan di pareggiare. I kazaki accusano il colpo e si riversano senza troppe idee in avanti, consentendo ancora a Valenti di segnare in contropiede il gol della sicurezza che fissa il risultato sul definitivo 6-3 al minuto 35. Gli ultimi 5 minuti sono una passerella per il nostro Gozi (subentrato nel frattempo a Redivo) che si mette in mostra con due super parate che ammazzano il match. C’è tempo per altri due tiri liberi, uno per parte, che vanno però a spegnersi sul fondo lasciando invariato un risultato in realtà mai stato veramente in discussione: il triplice fischio finalmente arriva, e ci manda a giocarci per la prima volta la finale di un campionato europeo.

 

Cosa ci ha detto questa partita? Innanzitutto che a prescindere da come andrà i nostri ragazzi meritano un plauso speciale: dopo l’esordio con una sconfitta sfortunata e immeritata, l’Italia ha saputo rimboccarsi le maniche e lavorare con determinazione in vista dei successivi impegni. Oltre alle disamine meramente tecniche, noi della redazione ci sentiamo di sottolineare l’importante prova di maturità di tutta la squadra: il rischio più grande, dopo l’eliminazione dei favoritissimi della Bielorussia, era quello di sottovalutare gli avversari di oggi. Ebbene, tutto questo non è successo: le grandi squadre si costruiscono, prima che coi valori tecnici e le istruzioni tattiche, con l’umiltà, e quest’Italia ha dimostrato di averne da vendere. Pertanto, in attesa del nostro sfidante in finale, rivolgiamo ancora una volta un grandissimo ringraziamento a tutti gli atleti e lo staff tecnico della Nazionale, che mai come quest’oggi hanno dato lustro a tutto il movimento del football sala italiano.

 

Marcatori: Monti 6′, 9′, 26′; Thiago Costa 15′; Valenti 34′ e 35′.

 

Forza Italia!